Il paradosso del mentitore

assolo per corpo illogico

Paradosso del mentitore

Fotografia di Roberto Passuti

La logica, o procedura logica, ci accompagna nel nostro quotidiano cercando di dare un “nome” ed un “perché” all’incedere del Tempo e alle sue conseguenze. Senza bisogno di rendersene conto, siamo inglobati in strutture comportamentali che si armonizzano alle leggi cosmiche attraverso isomorfismi sotterranei del nostro pensiero.
Scindere quest’ultimo da ciò che è il nostro “sentire” è assolutamente impossibile. Per questo la nostra emozionalità non può che subire risonanze di quella che in analisi matematica viene chiamata identità di struttura.

Ma cosa succede quando subiamo un trauma che, anche solo apparentemente, destabilizza quel “procedere logico”?

Ciascuno di noi reagisce a proprio modo rispettando però “criteri di appartenenza”. Quando subiamo una grossa perdita, ad esempio di una persona cara, perdiamo anche la nostra stabilità. Questo“vacillare” temporaneo ha un decorso che varia a seconda di quel gruppo di appartenenza che ci riguarda. Per un certo (o incerto) periodo ci comportiamo in maniera apparentemente Illogica, anche se paradossalmente è Logico che sia così.

Questa è la prova tangibile che esiste un “principio di indeterminazione” anche nei confronti della Verità di un sistema (o dei sentimenti): Un polacco di nome Tarsky ha enunciato un teorema che afferma “l’impossibilità di spiegare un qualcosa dall’interno di quel qualcosa”. Ma spiegarlo da fuori è un’altra cosa! Sta da tutta un’altra parte!

Allora come possiamo fare a calmare quella sete di “Verità assoluta” che ci disidrata nei confronti dell’Infinito?

Esistono “verità indimostrabili” e complessi teoremi che esplicano questo stato, senza diventare assiomi. Essi si rifanno ad un’unica coscienza comune per coglierli. Possiamo semplificare la frase “Verità indimostrabile” con “si sa, ma non c’è la prova”. Se la logica e la matematica non sono quindi sufficienti a fornire una completezza esplicativa dell’universo chhe sta tra il dentro ed il fuori di noi, l’unica speranza di placare la “sete” è indagare solamente quel “vacillare” che debilita il nostro corpo ed acuisce i sentimenti rendendoci fragili ed “un’altra cosa”. Sarà lì che cercheremo!

Ma tanto io affermo di mentire!

IL PARADOSSO DEL MENTITORE
Concetto, ideazione e regia Gohatto
Partiture fisiche di Anna Albertarelli
Sculture sonore e light design di Roberto Passuti
Costume Scissor Lab
Performer Anna Albertarelli